DELITTO ALBERTANI: STEFY SEMINFERMA, 20 ANNI
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DELITTO ALBERTANI: STEFY SEMINFERMA, 20 ANNI CIRIMIDO
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Stefania
Seminferma di mente ma non al punto da non essere condannata. Stefania Albertani passerà i prossimi 20 anni della sua vita da reclusa. Questa la sentenza pronunciata oggi dal Gup di Como al termine del processo con rito abbreviato per la 29enne accusata di aver ammazzato e carbonizzato la sorella a Cirimido e di aver tentato, alcuni mesi dopo, di far fuori entrambi i genitori. La toga giudicante ha stabilito che la ragazza debba essere trasferita quanto prima in una casa di cura dove ci resterà per almeno tre anni, prima di tornare dietro le sbarre. Quando uscirà dalle patrie galereresterà in libertà vigilata per altri tre anni. Stefania doveva rispondere di omicidio volontario con occultamento e distruzione del cadavere della sorella 32enne Mary, trovata il 12 luglio 2009 nascosta sotto un grosso telone nel cortile retrostante della casa di famiglia in via Toti a Cirimido che, in quel periodo, fra l’altro, era sotto sequestro giudiziale per un fallimento dell’azienda famigliare.La vittima abitava a Guanzate, in uno chalet che avrebbe voluto acquistare: aveva chiesto un aiuto economico al padre, imprenditore edile, che però non aveva ottenuto in quanto la sua attività era fallita. Maria Rosa era sparita nel maggio 2009. Per diversi mesi la giovane rimase indagata a piede libero non avendo il sostituto Maria Vittoria Isella mai raccolto prove concrete della sua colpevolezza nonostante i numerosi indizi. A farla finire dietro le sbarre furono i due tentativi di omicidio dei genitori, la mamma Alba e papà Luigi.

Mary
Una prima volta, il 7 ottobre 2009, mentre erano con l’auto nel piazzale dell’ex Ticosa di Como: aveva infilato uno straccio nel bocchettone del serbatoio dandone poi fuoco ma il padre se ne accorse in tempo. Quello stesso pomeriggio tentò di tirare il collo alla madre e di bruciarla dando fuoco alla gonna. Fortunatamente fuori dall’abitazione c’erano i carabinieri che avevano sentito tutto grazie alle cimici che avevano piazzato in casa e intervennero immediatamente bloccando Stefy mentre stava già per allontanarsi. La sentenza di oggi del Gup Maria Luisa Lo Gatto, arrivata dopo un paio d'ore di Camera di consiglio, accoglie sostanzialmente le tesi degli avvocati difensori, Gullotta e Spinelli, che avevano auspicato il riconoscimento di parziale stato di borderline della loro assistita.  Il Giudice comunque l'ha ritenuta anche socialmente pericolosa. Il Pm aveva invece sperato nell’ergastolo ritenendola del tutto capace di intendere e volere in base alla consulenza del suo perito. La giovane era in aula al momento della lettura del dispositivo di sentenza e ha manifestato stupore per la condanna. Presente anche il padre che si è messo invece a piangere.

(Leggi il prossimo servizio) 

papà Luigi e mamma Alba - dove fu trovato il cadavere di Mary
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