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Il Festival di Sanremo dovrebbe essere della canzone italiana ma, come ha scritto su Twitter Enrico Ruggeri, è stato invece almeno nella prima serata il festival di Celentano e ha perso la musica. Stasera non è prevista la presenza del Molleggiato che con il suo quasi un’ora di show di ieri sera ha scatenato un putiferio attirando contro di sé ‘ire divine’, è il caso di dirlo visto che s’è l’è presa con i preti, i frati, il Vaticano, Avvenire, Famiglia Cristiana, Aldo Busi e persino la consulta che ha bocciato i referendum. Il tutto con il rischio che le canzoni passino in quart’ultimo piano.
Al proposito: qual è quella che piace di più? Stamattina la più programmata dalle radio italiane è quella di Dolcenera, prima ieri sera ad esibirsi con anche qualche problema di audio. Il pezzo di Dolcenera è caratterizzato da un bel ritmo e può piacere al grande pubblico, mentre Eugenio Finardi presenta un pezzo non di immediato impatto ma che con il passare delle ore sta riscontrando i favori di critica e pubblico.
Da riascoltare Gigi D’Alessio-Loredana Bertè, Chiara Civiello, Irene Fornaciari, e i Matia Bazar che di primo acchito lasciano perplessi. La prima esibizione non ha convinto pienamente. Marlene Kuntz hanno lanciato uno stile raro per l’Ariston e la rock band sembra più in corsa per la critica che per la vittoria finale. Hanno convinto anche la ‘nuova’ Arisa e Noemi. Il brano di Pierdavide Carone con il supporto di Lucio Dalla divide molto i giudizi. Francesco Renga e Samuele Bersani hanno presentato canzoni dalla buone potenzialità, ma apparentemente poco adatte al Festival di Sanremo, salvo sorprese. Entrambi sono apparsi troppo emozionati. Nina Zilli ha sorpreso puntando sull’impegno più che sul ritmo che l’ha resa nota. Promossa anche lei.
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