FESTIVAL COMMISSARIATO DALLA RAI
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Mercoledì
15 Febbraio
2012
FESTIVAL COMMISSARIATO DALLA RAI SANREMO
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Una prima del Festival di Sanremo con il botto quella di ieri. L’intervento di Adriano Celentano ha causato di fatto il commissariamento della kermesse. Il direttore generale della Rai, Lorenza Lei (nella foto sotto), dopo aver ascoltato sia il Presidente Paolo Garimberti sia i consiglieri di amministrazione di viale Mazzini, ha deciso “di fronte alla situazione che si è venuta a creare” e di inviare a Sanremo il vicedirettore generale responsabile per l’offerta radiotelevisiva Antonio Marano. Il suo compito sarà quello di coordinare “con potere di intervento” il lavoro dell’intero Festival. Che la performance di Celentano fosse stata una vera bufera, era prevedibile. In un’ora di show il cantante ha duramente attaccato i giornali Avvenire e Famiglia Cristiana, definendoli “inutili”, testate “ipocrite” e che “devono chiudere” suscitando anche l’ira funesta dei vescovi che al Moleggiato intimano: “deve scusarsi davanti a Dio e al popolo” d’altronde fa male toccare i nervi scoperti. Non solo: attacco anche alla Consulta per aver bocciato il referendum sulla legge elettorale. Sul palco gente riversa per terra e le immagini di scoppi di bombe aeree, sirene ululanti, edifici in fiamme, imbarcazioni colpite, gente che fugge.
Dalla galleria e dalla platea sono partiti numerosi fischi anche se alla fine tutti gli spettatori erano in piedi, tranne il direttore di Rai1 Mauro Mazza. Celentano ha toccato anche il tema lavoro e dell’Alta velocità rivolgendosi a Montezemolo e invitandolo a “fare un treno lento” per guardare le bellezze d’Italia. Non è mancata l’accusa a Merkel e a Sarkozy che "”impongono l’acquisto delle loro armi”. L’effetto Celentano sugli ascolti ha fatto sfiorare il 50% di share (media 49,55) anche se il picco di ascolti si è avuto quando il regista e attore lucano Rocco Papaleo è entrato in scena indossando un loden scuro e una cartella in pelle contenente documenti e carte da lavoro, in perfetto stile premier Monti. I due giornali attaccati hanno subito risposto: “Tutto questo perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata, si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo e farle funzionare per un anno intero” dice il Direttore Marco Tarquinio, mentre Famiglia Cristiana definisce Celentano “solo un piccolo attivista dell’ipocrisia, un finto esegeta della morale cristiana che sfrutta la tv per esercitare le sue vendette private”. Perché tanto livore per le parole di Adriano? Forse una risposta sta in una vecchia canzone di Caterina Caselli: la verità mi fa male, lo so”.
NADIRPRESS AGENCY
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