PARCO FAUNISTICO: L’APERTURA SLITTA AL 2012
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Mercoledì
25 Maggio 2011
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PARCO FAUNISTICO: SLITTA AL 2012 APERTURA TOTALE MARGNO
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la sede del Parco
Quando andavano a scuola, giunte alla terza media, le nostre Gatte di redazione rimasero affascinate dall’Algebra. O meglio dal sistema che la Professoressa Sandra Salemi utilizzava per spiegarne in modo semplice e chiaro il sistema: un passo avanti e uno indietro, due avanti e tre indietro. Se si deve parlare del Parco faunistico del Pian delle Betulle, sopra Margno, in Valsassina (provincia di Lecco per chi non lo sapesse), quel meccanismo sarebbe perfetto. La Comunità montana ha reperito i fondi per sostenere l’avvio del Parco ma l’apertura completa è slittata all’anno prossimo. Per l’avvio della gestione sono stati destinati 78 mila euro: 14 mila per l’anno in corso e 10 mila per i due anni successivi, altri 44 mila euro per i completamenti necessari che saranno finanziati dai proventi delle sanzioni ambientali e del tesserino dei funghi. A fine aprile l’ente montano ha approvato l’accordo di programma con l’Amministrazione provinciale e i comuni di Casargo, Margno e Crandola per la gestione degli osservatori faunistici in località Pra Cainarca a Margno e Ombrega bassa a Casargo.
Si tratta del percorso didattico naturalistico accessibile anche ai disabili con i recinti e le strutture di ricovero della fauna, oltre alla struttura di accoglienza per le attività didattiche costata 584 mila euro. a questo si aggiunga il recupero e l’adeguamento della baita di Ombrega da destinare all’accoglienza che interessa i comuni di Casargo e Crandola per altri 494 mila euro. “A c’è stato l’incontro per l’ultimo passaggio tecnico Casargo – spiega il Presidente della Comunità montana Alberto Denti (nella foto) –. Casargo e Margno devono fare lo sgravio degli usi civici che richiederà 30, 40 giorni, poi con Crandola faranno il bando di gestione. Siamo sotto il periodo estivo e non si potrà partire con l’attività didattica a pieno regime”,. Da qui il rinvio all’anno prossimo. Saranno fatte intanto attività propedeutiche. “Abbiamo dovuto aspettare la variazione di bilancio per stanziare i fondi e c’era l’incertezza di non sapere se la Comunità montana poteva avere i fondi. Lo sgravio è stato lasciato per ultimo perché dipendeva dai Comuni” risponde Denti a chi obietta che che lo sgravio poteva essere fatto precedendo i tempi per arrivare alla promessa apertura per l’estate in arrivo.
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