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Dopo sei anni di silenzio tornano con una proposta discografica ‘Le Stupide creature’. Sei anni di assenza dall’esordio con il primo album ‘Odori Sconclusionati’ del 2005 ma serviti
al gruppo comasco per concepire un cd pieno di buona musica e ironia. Tutto si può dire dei componenti della band, tranne che facciano fede al nome artistico. Ci vuole molta intelligenza, infatti, per dare vita a tredici brani,
quelli inclusi nell'album 'Musica da cameretta', che ricordano da vicino gruppi come ‘Elio e le Storie Tese’ e i più datati, ma sempre divertenti, ‘Squallor’. Volendo percorrere almeno in breve le tracce che compongono il disco partiamo da ‘Uffa Robot’, che rifà il verso al suo fratello maggiore ‘Ufo Robot’, per continuare con ‘Amore ignorante’, storia di un uomo che un giorno, mentre si fa una ‘pippa’ (nulla a che vedere con la famosa sorella di Kate Middleton, naturalmente) scopre che farlo in due può essere altrettanto divertente. Non sveliamo il finale, per ovvie ragioni. Si continua con ‘Mai Col Bublè’, scritto proprio così, in cui il ‘Bublè’ è un tipo piuttosto dispettoso fin da piccolo e crescendo mantiene la naturale antipatia. In ‘Mal d’Inverno’, invece, si parla di un gravissimo problema che assilla un uomo appena lasciato dalla sua donna: lei si è portata via il suo copri water di moquette! I ritmi più latini di ‘S’alza’ cedono il posto a ‘Stima’, in cui il protagonista esprime in una sola parola (portata al successo anni fa da Masini) quello che pensa dell’altro: vaffa….
Da segnalare anche ‘Lo Sceicco Sconsolato’ perché di dodici mogli che ha non ce n’è nemmeno una che lo accontenti da un qualsiasi punto di vista. Ad aggravare la cosa ci si mettono anche le dodici suocere. Forse qualcuno dovrebbe spiegargli che a volte è meglio soli che male accompagnati, ‘Face Book and Fire’ è invece la storia di un gap generazionale. I social network che i ragazzi di oggi usano vivendo quasi del tutto in un mondo virtuale, a volte possono rivelarsi utili anche a chi giovane non è più. Il titolo si rifà in realtà a Earth Wind and Fire (il famoso gruppo musicale degli anni Settanta), ma questi la generazione di Facebook non li conosce di certo. ‘Mario lo stercorario’ è una canzone da Zecchino d’Oro, molto carina e orecchiabile, cantata da un bambino, che parla di questo insettino che fa rotolare le palline di pupù. ‘Dizzy’, dedicata a Dizzy Reed, tastierista dei Guns ‘n’ Roses che decide improvvisamente, per una sorta di complesso di inferiorità, di andare a suonare nei Pooh. ‘Cats in Cool Law…’ provate a leggerlo di seguito senza tentare di farne una traduzione letterale e capirete tutto!!! ‘Nero Natal’, che chiude la serie, è invece dedicata a un Babbo Natale un po’ sui generis, che è in realtà un farabutto che fa lavorare in nero gli elfi. Tra una canzone e l’altra non mancano intermezzi parlati che introducono o concludono i singoli brani. Insomma, un album da ascoltare per divertirsi, certo, ma anche per riflettere, perché è proprio questo che l’ironica band si propone con questa musica “nata in una cameretta per chi non può permettersi uno studio di registrazione vero”.
| a cura di Manuela Rigamonti |
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